Universi paralleli

 

Corrono vicini le menti
osservano attenti
le curve imminenti
biforcano nel cielo i cirri
tra albe e tramonti
attendono i cari venti
che li cullano nel cielo
nubi le nostre ambizioni
spazzate da improvvise maree
da acquazzoni inaspettati
colgono le nostre crepe
le allargano a dismisura
i nostri miseri fallimenti
riflessi nei successi altrui:
universi paralleli…

cirrus fibratus

 

Vecchiaia

La vecchiaia è condanna
senza speranza di clemenza
definitiva ultima sentenza
comminata al primo vagito
enorme macigno su ognuno
ricco o povero astuto o ingenuo
affrontano la segnata strada
fatta di gioie e di tristezze
vittorie e sconfitte fanno a gara
nel rendere la vita dolce o amara
gli acciacchi del corpo curati
da squadre d’esperti dottori
non curano i perduti amori
dietro ogni curva paziente attende
la dama tutta di nero vestita
lei ci cullò il primo giorno
lasciandoci un’impronta sul viso
in suo ricordo una lieve ombra
appena accennata d’un sorriso…

vecchiaia

Questa è terra di belve

Questa è terra di belve
nacqui fragile e prematuro
tre settimane di giorni e notti
a mia disposizione e misura
per capire cosa avessi attorno
e con il mondo per misurarmi
non ho memoria di quei giorni
se non un gran buio freddo
costante nel retro pensiero
ed una malinconia insita
nei ricordi della mia vita
malinconia a cui son affezionato
vero specchio del mio animo
fossi stato un buontempone
avrei perso tempo e vita
a mentire a me stesso.

In questa terra di belve
preferisco essere preda
ed esser come sono…

tigre

I muri nell’anima

 

Abbattiamo le paure
i pensieri precostituiti
strade già percorse
verso l’oscuro nulla
abbattiamo le abitudini
i gesti fatti senza un fine
mostri occupano la luce
con grigie figure d’inferno
ma l’inferno l’alleviamo
con le paure innalzate
dalle nostre incertezze
l’assenza di carezze
sature di arcobaleni
e delicate sfumature
venature dello spirito
audaci sfumature…

sfumature

 

 

Un bimbo è piana fertile

Un continuo ronzio
nella testa un insetto
che mai si arresta
nenia acuta e stordente
come un fischio di treno
urlo di ciminiera in mare
spendo il tempo a scrivere
unico modo per sopportarlo
zittirlo ed insomma fermare
ronzio d’idee sfumate
nebbie su pianure emotive
l’emotività è sguardo bambino
un bimbo è piana fertile.

terra_fertile

Ode d’un goloso

Pietanze lontane miglia
s’affacciano alla tua soglia
nessun nesso col tuo vissuto
distante quasi opposto ad esse
sorge la domanda del perché
sia nato proprio a te lo sfizio
d’una ricetta asburgica e magiara
tu profugo di Tunisi e del Bardo
amante della piccante harissa
t’invaghisti del goulash e della paprika
da farne tua grande e costante amica
tu goloso di farinata e torta verde
innanzi al goulash lo sguardo tuo si perde
tua perdizione e condanna: la golosità
per chiudere la cena in bellezza prelibata
una torta ricca di fondente cioccolata…

torta-di-compleanno-al-cioccolato

Il raggio di sole

Il dolore filo conduttore
della mia quotidianità
compagno acuto e spietato
d’ogni minimo gesto accennato
gli scalini son fredde montagne
pur di pochi centimetri
son ostacoli: invalicabili freni
alla mia disagevole mobilità.
Ottunde il tempo e la mente
confonde passato e presente
giurandomi fedeltà costante
e sicura per il mio futuro
sposa non ambita né cercata
il filo del dolore mai si spezza
nell’attesa mai vana d’un segno
d’un raggio di sole di una carezza

raggio

Amato viaggio mai dimenticato

Fame di successo
per la fatica occorsa
a ritrovare me stesso
quel Io smarrito e dimentico
la nostalgia di San Francisco
viaggio ancorato nel cuore
quel rimpianto che torna
sulla superficie degli occhi
nelle sinapsi accartocciate
dei sali e scendi vertiginosi
del dorato ponte sanguigno
della strada a curve continue
con il nome lombardo
del molo dei pescatori
le sue incredibili meraviglie
leoni marini urlanti e affamati
faticosa rincorsa del passato
forti emozioni vissute e sentite
indimenticabili colorati ricordi
a mille immagini ancorato.
Amato viaggio mai dimenticato…

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Una pesante vita

Allorché il semplice è un’impresa
tutto pare impossibile e pesante
il più semplice dei gesti è greve
anche il pensare è tortuoso
le cose volano via come piume
ti avvilisci di questa tua limitata
memoria ridotta ad una scoria
gettata lì al vento alle bufere
di stati di confusione chimere
assalgono paure e angosce vere
dei pensieri nati al risveglio la mattina
rimangono foschie e nebbie: una moria
di quel che veramente sei pochi sanno
neppure tu stesso ne sei certo
api ronzano nella tua testa
forse è l’eco lontano d’una festa…

sceli_me

Dicotomia

Dicotomia della mente
corre si sperde, nei versi
versi perduti nei gesti
d’ogni giorno uguali a se stessi
rendendo l’uomo macchina ben programmata
nei dettagli superflui si celano
come banditi in eterna fuga
assassini di prosa e racconti
versi troppo tenui per far del male
volti ad indagare dell’anima
le sottili sfumature pastello
versi che son cerotti e cicatrizzanti
alle brutture d’un mondo folle
follia collettiva inarrestabile
guidata da sermoni d’odio e crudeltà
dicotomia dell’umanità: cura i tumori
predica rancore e disumanità
lasciando lunghe scie di sangue
e abbattendo simboli di civiltà…

pastello