Vivo

Ci sono quei giorni
in cui prevale il frastuono
e la poesia si cela nel profondo,
a fatica la cerco nei pertugi
nelle pieghe d’un pensiero abortito,
troppe preoccupazioni o nessuna
occupano ogni spazio, ogni fessura.
Nasce il bisogno di fuggire, ma
la strada è stretta e tortuosa,
colma di tranelli e d’imboscate,
combatto la noia con milioni
di monotone parole, e la stessa
musica che obnubila la mente.
Vivo nel passato o nel presente?

 

Ingannato

Mi sono da solo ingannato
illudendomi d’esser diverso
da quel che veramente sono
cioè un contabile o ragioniere
come meglio vi garberebbe
definirmi di primo acchito
leggendo le mie povere strofe
non accompagnate di note.

Con presunzione chiamo poesia
ma non son certo che lo sia
sono pensieri gettati alla rinfusa
tentando di cogliere nel profondo
quel che agita questo mondo
in un momento di smarrimento
lo psicologo a cui m’ero affidato
mi disse: “Non tener nulla dentro”.

Da quel benedetto giorno
la poesia è l’unica mia terapia…

Inganno

La perfezione

Nel limbo delle cose perdute
ci sono poesie mai nate
forse mai pensate o riflettute
nel limbo delle cose perse
ci sono cupe anime perverse
foreste di forbici ben affilate
appuntite matite nere o colorate
nel limbo ci sono boccioli d’amore
fiammelle di rabbia assopita
molti passi incerti o dubbi
affrontati nel corso d’una vita
mai affrontati rimorsi e rimpianti
difetti della nostra perfezione
e perfezione delle nostre carenze.
Osserviamoci con attenzione:
lontana da noi è la compiutezza…

Limbo2

Schiavi

Siamo tutti schiavi
di qualcosa o qualcuno
schiavi della nostra libertà
che vorremmo imporre
con la forza a chi non l’ha
schiavi di mille droghe
delle stesse sigarette
fonte infinita di ricchezza
per le voraci casse Stato
e le sue contraddizioni
siamo schiavi della gola
di vizi perversi di sesso
dell’ignoranza che dilaga
e dell’esistenza ha idea vaga…

Mauritanea,_la_roccaforten_della_schiavitù

Il profugo

 

Ha piedi sospesi sul passato
il cielo ormai straniero sulla testa
lontani ricordi sfuocati dal tempo
risuona il tocco delle campane
della sua terra dimenticata
nella opaca frenesia moderna
il profugo ha brandelli di vita
sospesi tra vuoto e passato
la sua terra è ormai straniera
come straniere le sue memorie
dei giorni assieme ai suoi avi
che l’inondavano d’affezione
donandogli loro antiche memorie
di stretti vicoli o del mare storie
il profugo torna a casa nei sogni
nelle notti agitate e oscurate
da tanti ricordi accartocciati
come vecchi giornali ingialliti.

Per il profugo da se stesso
la fuga non è mai finita…

elule

Illuso

Illuso d’essere poeta
allorché ero un nulla
fantasma tra gli elfi
non ho la totale padronanza
delle parole la loro essenza
la mia è conoscenza esile
un’abitudine quotidiana
di usarle per tentar di essere
ma il dubbio su ciò che sono
è un’ombra su di me latente
gioco d’inganni e di specchi
ove la mia immagine è opaca
troppe cose troppi pensieri
da fissare su carta bianca
se mi guardo indietro
vedo una faccia stanca…

specchi

Una semplice scoria

I sensi di colpa
d’esser sopravvissuto
dopo aver scrutato
lo sguardo truce
della morte in viso
e sfidata con un sorriso
colpa d’aver trovato
un bianconiglio
nel mio cappello
araldo del mio cervello
senso di colpa del vero
scritto in modo sincero
verità mia sofferta
conquistata contro me stesso
una guerra di memoria
ridotta a semplice scoria.

Bianconiglio